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Natività

 

è un'installazione sito-specifico,  preparata per la mostra dei presepi di Soave 2015/2016, dove mi avevano invitata come artista. Insieme alla scultrice Marta Pagan Griso abbiamo creato l'esperienza di "natività" con una scultura di legno e un uovo di feltro "sperato".

Quando, finalmente, il bambino chiese al nonno: «Com’è nato Gesù?» ci fu un lungo silenzio. «Che è nato in una grotta lo so, ma come ha fatto a nascere?», insisteva. Passeggiando tra i presepi esposti per le vie del paese, il nonno iniziò a raccontare del sogno, della fuga in Egitto, della grotta di Betlemme, dei pastori, degli angeli e dei re magi. «Sì, ma, a nascere, come ha fatto?» Provò, il nonno, a cambiare discorso, indicando i panettoni della pasticceria, ma il piccolo guardava la statuina di quel bambino nudo tra Giuseppe e Maria, e continuava a chiedersi: «Ma da dove è saltato fuori, questo qua?». Risalirono piano la via, e il bambino vide una morbida fessura raccolta tra due mani rugose. Gli sembrarono quelle del nonno. «Guarda», disse al vecchio. E tutti e due misero gli occhi dentro a quella fessura, e là in fondo… «Un uovo!», gridò il bambino. «Ho capito! È venuto fuori da lì!» I suoi occhi brillarono, e si illuminarono ancora di più quando trascinò il nonno dentro alla caverna nera. Il bambino non capiva proprio tutto, ma non gli servivano più tante risposte: guardava quella fessura lontana, avvolta tra due ali che sembravano i petali di un fiore bianco, e quella cascata morbida, e le venature rosse che ricamavano delicatamente il fragile uovo. «Sai, nonno, è lì dentro che c’è Gesù.» Il vecchio taceva, ma la sua mano, stretta in quella del bambino, divenne calda. Calda come quella grotta. Gli si velarono gli occhi di commozione, e di nascosta felicità. «E a me che l’avevano spiegato con i dogmi della verginità», pensò. E si liberò.

Alessandro Anderloni. testo pubblicato su fb a gennaio 2016

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